Skip to content

Cura i tuoi interessi

Scritto da Patrizia Soffiati 15 maggio, 2012

Content Curation

Da alcuni mesi  mi sto documentando su un argomento molto attuale in ambito digitale che mi incuriosisce e appassiona: la content curation.

I vocaboli cura, curatore e contenuto in italiano fanno riferimento ad una precisa area semantica ma di recente sono stati adottati dall’inglese per identificare una figura professionale non dissimile dal curatore documentale.

Giorgio Jannis  colloca nel 2009 l’inizio di uno slittamento di significato:

Un anno e mezzo fa, a giudicare dalle ricerche su Google, il termine inglese curation ha subìto un primo slittamento semantico, arrivando a abbracciare nuovi significati per la comunità dei parlanti anglofona. Partendo dalla descrizione di una serie di azioni precise riferite alla selezione, all’organizzazione e all’archiviazione di materiali documentali, qualcuno ha cominciato a usare il termine “curation” in relazione al mondo giornalistico, lasciando intravvedere una possibile figura del giornalista del futuro come una persona che nei suoi metodi di lavoro ha saputo migliorare il confezionamento e la distribuzione delle news integrando nel proprio flusso lavorativo questi nuovi modi per ottimizzare e potenziare l’organizzazione interna della propria nuvola di fonti di informazioni e notizie.”   [tratto da “Curation tool, un pettine per i flussi informativi” disponibile all’indirizzo: http://www.apogeonline.com]

Il curatore di contenuti  è quindi colui che trova,  seleziona, verifica, raggruppa e condivide online il migliore contenuto possibile  in relazione ad un particolare argomento o tema.

La divulgazione delle informazioni online attraverso i social networks e i dispositivi mobili hanno trasformato il lettore in una specie di scanner, poiché la fruizione dei contenuti è sempre più rapida e la quantità di informazioni sempre maggiore.

I tradizionali strumenti di bookmarking (repertori di risorse online) come  i “preferiti” o  i “segnalibri” dei browser, così come Digg o Delicious sono inadeguati per gestire il sovraccarico di informazioni e link.
Inoltre c’è molto spam e un gran numero di notizie non verificate, o di bassa qualità.

Se una ricerca viene effettuata con obiettivi importanti, il dispendio di energie e di risorse è alquanto elevato, e aggiungerei oneroso. In buona sostanza, la facilità di reperimento dei contenuti oggi non è più compensata dalla gratuità, anzi, diventa un costo.

Perciò è indispensabile trovare facilmente contenuti rilevanti, pertinenti alla nostra ricerca e nel minor tempo possibile. Ecco quindi che si delinea l’importanza di individuare una figura che cerchi, selezioni  e condivida raccolte di contenuti create da altri dando loro un nuovo significato e una narrazione.

Il concetto di aggregazione e cura dei contenuti non è in sè una novità. Oggi la novità sta nel considerarla una strada percorribile anche per le aziende.
Per le imprese la content curation rappresenta un fattore strategico di marketing: essa consente di fornire al consumatore sempre più esigente esattamente quello che cerca, senza scarti.

Segui la storia, cura l’esperienza

Le aziende diventano così registe di una storia raccontata da altri convogliando in essa i valori e i messaggi che promuovono il loro brand.

Ho usato il termine regia non a caso, il legame fra lo storytelling e la cura dei contenuti  è stretto. L’amico Massimo Benedetti mi ha dato uno spunto interessante sulle opportunità di applicazione della metodologia in ambito aziendale.

Leggetevi  poi l’articolo di Luisa Carrada su cosa può fare lo storytelling per le aziende e vi si aprirà un mondo.

Nella pubblicità un precursore dello storytelling è stato Carosello, che indubbiamente è rimasto nella memoria collettiva come un momento di intrattenimento,  seguito da grandi e piccini come fosse una fiction.

Lo storytelling può essere dunque utilizzato  nella pianificazione dell’attività aziendale, consentendo agli utenti di seguire la storia relativa al lancio di un prodotto o di un servizio per esempio, interagendo attraverso  il blog aziendale  nel quale i clienti possono intervenire e commentare, fornendo suggerimenti o esperienze.

Ama il tuo contenuto

Uno dei vantaggi più evidenti e citatati dell’attività di content curation è che consente di ottenere migliori posizionamenti nei motori di ricerca.
L’approccio richiede un’analisi accurata dei dati, delle informazioni, è pertanto essenziale enucleare dal testo gli elementi significativi, sintattici, semantici e sottoporli ad un’analisi.

Conoscere il contenuto significa prendersene cura, capire se è efficace, come si relazione con un altro contenuto, come si può usare, formattare, trovando le opportunità di migliorarlo e accrescerlo.

Analisi del contenuto e personalizzazione

Scegliere di selezionare una notizia o un articolo dipende da due fattori, l’autorevolezza della fonte e l’efficacia del titolo.  I contenuti vanno “purificati”, le descrizioni vanno riesaminate, così come gli elementi strutturali titolo, sottotitolo, immagini, audio e video ecc.

Si procede poi alla personalizzazione del contenuto scrivendo un’introduzione, inserendo  un nuovo titolo e un’immagine, magari se il contenuto è in lingua straniera si può fornire un sommario o un riferimento a qualche altra fonte autorevole.

Se il messaggio e le conclusioni dell’articolo sono interessanti si può decidere di pubblicarlo utilizzando tool specifici per la content curation.

Conclusioni

Sicuramente l’attività di content curation richiede molto tempo per la ricerca e il monitoraggio di centinaia di fonti, pazienza e metodo nel selezionare, organizzare tematicamente, condividere su propri spazi social con pertinenza, pubblicare sul blog e rispondere ai commenti.

Le applicazioni e le tecnologie per la content curation danno alle aziende nuove possibilità per crescere ed espandersi, determinando nuove occasioni per un uso strategico del contenuto online. L’importante è farlo con autenticità.

L'Autore


Patrizia Soffiati

SEO E COPY SPECIALIST, WEB MARKETING Reminescenze ispaniche e avveniristici approcci Yoga. "Il bello è vedere le cose in maniera diversa” Segui @Pitizeta su Twitter

Articoli collegati

Commenti

Non ci sono commenti per questo articolo

Riferimenti

Non ci sono riferimenti per questa voce.

Commenta il nostro articolo

Required

Required

Optional

Twitter

  • No public Twitter messages.