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Social aperiTipi e altre storie

Scritto da Patrizia Soffiati 11 marzo, 2013

Social AperiTipi

Parlare di social media e di come usarli per fare business è un’impresa non da poco perché l’argomento è vasto.
Ma il mondo sta cambiando, la tecnologia in rapida evoluzione sta modificando la cultura d’ impresa e ci sta offrendo delle opportunità che a mio parere vanno colte.

Venerdì 1 marzo  Silvia BadriottoFederica Giuliani ed io con Tre W abbiamo organizzato a Giaveno (To) un #AperiSocial, una serata informale per discutere di come i social media possono essere utilizzati per promuoverti, per comunicare con il tuo pubblico di riferimento e coinvolgerlo.

Tra qualche “scusa se ti do la schiena”, “ormai solo posti in piedi” , birre chiare e ambrate, stuzzichini e incursioni di food storytelling da parte del titolare di Birre & Galupperie, seduti come i cavalieri della tavola rotonda è iniziata la nostra serata.

La mia breve introduzione ha lasciato il posto alle presentazioni di ciascuno dei partecipanti e così, molto naturalmente sono emerse le tante domande  su cosa fosse meglio fare o non fare per promuoversi online.

Il primo a cantare – passatemi il gioco di parole –  è stato Alessandro Usignolo, ma vista la sua simpatia spero non me ne vorrà!
Alessandro è un educatore cinofilo del Centro cinofilo ValSangone e promotore del progetto Cancamminiamo attraverso il  quale propone a umani e cani  passeggiate libere in diversi ambienti e con differenti gradi di difficoltà.

Presente in Rete con vari profili che cura poco, intuisce le potenzialità dei social media ma fa fatica a individuare una strategia e un metodo d’azione. Bestia nera del suo rapporto con gli strumenti sociali è Twitter.

Invece forte di un’esperienza positiva con la pagina dedicata al suo negozio di abbigliamento, Gotha, Susy fa un buon lavoro ma è alla ricerca di rassicurazioni e nuovi spunti per ottenere maggiore engagement.

Cominciano ad emergere i primi dubbi e la  discussione si anima con le domande del garbato e simpatico dentista, il dr. Viotti e della sua assistente Ida Bernini che mettono in luce alcuni problemi comuni,  come la difficoltà di distinguere fra i vari mezzi offerti da Internet quello più adeguato alla loro attività e alle loro risorse.

Alle difficoltà dei non nativi  digitali di fidarsi degli strumenti della Rete si somma l’idea di potersela cavare da soli nella comunicazione e nei contenuti. La mancanza di una strategia e l’utilizzo di uno stile comunicativo autoreferenziale, tipico della vecchia impresa sono gli errori più evidenti di questo approccio.

Lo sa bene Marzia Marangon,  coordinatrice del progetto  POLIS Piemonte – Rete delle strutture informative al servizio del cittadino della Regione Piemonte che commenta:
non capisco come mai per una consulenza legale si ritenga naturale rivolgersi a un avvocato e per un guasto al rubinetto si vada dall’idraulico, invece per i contenuti tutti si sentono in grado di scrivere senza considerare l’ipotesi di rivolgersi un professionista

<< Ovazione interiore della qui scrivente e degli altri professionisti presenti all’aperitivo, che presi da rinnovata energia fanno un secondo giro di birra!>>

Quand’ecco emergere dalla discussione un gruppo di giovani avventurieri, studenti e neolaureati che si rapportano con i social media come fosse un gioco, una sfida, sperimentando modi, contenuti e parole in modo inconsapevole con il solo scopo di divertirsi.
Il loro intervento getta nello sconforto e nella confusione i partecipanti più attempati.
Escono parole nuove soprattutto in inglese, concetti nuovi che confondono alcuni:  personal branding, sharing, blog, cloud, follower, engagement… e noi pronte a correre in aiuto con le nostre spiegazioni, fornendo casi concreti e best practice nel tentativo di orientare e dare risposte concrete ai problemi sollevati.

L’orizzonte dei social media con i quali ci si misura non è tanto vasto, di solito è Facebook e in qualche caso Twitter quando a sorpresa si erge il Lancillotto, Gian Luca Ranno di Gnammo un social network innovativo che consente a cuochi professionisti o semplici appassionati di organizzare un evento culinario a casa propria o in particolari location.
L’espressione della platea è quella di chi resta a bocca aperta, perché Gnammo non funziona solo per chi cucina “Facciamo un esempio: sei in giro e cerchi un posto nuovo in cui pranzare. Apri Gnammo sul tuo telefonino e cerchi i Cuochi in zona. Trovato! Invii la tua richiesta al Cuoco. Il Cuoco vedrà chi sei e i giudizi che hai ricevuto, darà il suo OK, tu pagherai con la tua carta e il gioco è fatto! Sei pronto per aprire la porta a una nuova esperienza culinaria!”
Forse Gian Luca è rimasto un po’ sconcertato, era come un evangelizzatore fra una massa di eretici, ma spero abbia capito lo spirito divulgativo dell’evento!

L’aperitivo è diventato un dopo cena per contenere gli interventi di tutti,  come l’avventura intrapresa  da Barbara Pantano che sta lanciando con successo la sua attività di Wedding Planner proprio sui social media  e di Nunzio Ferrera che con Sintesi Tende sta avanzando timidamente nei territori di frontiera della comunicazione digitale.

Abbiamo trascorso una bella serata e penso di poter parlare anche a nome di coloro che qui non ho citato ma che ringrazio per il loro sostegno, come Loredana Gerace e Dario Di Lorenzo,  Alessandro Dattilo di Torino Storytelling, Katia e Maurizio di Tre W.
Un ringraziamento anche a tutti coloro che ci hanno dato una mano a divulgare l’evento su Twitter, Google+ e Facebook anche se per vari motivi non sono riusciti a raggiungerci.

” No! Provare no. Fare! O non fare. Non c’è provare!” dice Yoda in Guerre Stellari

Alla fine sono emersi i concetti fondamentali di un’esperienza sui social media:

  1. definire una strategia  e avere un obiettivo – aumentare i profitti o i clienti, acquistare notorietà o lanciare un prodotto –
  2. definire il tuo pubblico di riferimento cercando di capire cosa gli interessa, cosa dice e utilizzare gli strumenti che usa il tuo stesso target
  3. pensare ai contenuti, a come comunicarli, con quale stile e sentiment, affidandosi a dei professionisti per ricevere le linee guida e gli strumenti  adatti
  4. esprimere la nostra personalità,  perché le persone si fidano delle persone ed è su questa base che si costruiscono le relazioni
  5. scegliere un percorso: sito + social network, blog + social network, sito e blog, sito e blog e social network ecc.
  6. misurare, comprendere, riadattare la strategia.

Una volta si diceva – la pubblicità è l’anima del commercio –  oggi si può dire che la relazione ha sostituito il volto di quest’anima. La cultura della relazione sta straripando dalla  Rete e del mondo digitale e ha raggiunto le persone, quelle in carne ed ossa del mondo reale.
E’ curioso come un sentimento umano abbia dovuto passare attraverso il virtuale per riacquistarne il senso e ricomporsi nel reale.

Prova anche tu a concepire la tua impresa come un luogo di relazioni che forniscono ossigeno alla tua attività.
Se vuoi respirare aria nuova puoi venire a trovarci nel prossimo #AperiSocial e conoscere persone come te,  gente simpatica e piena di iniziativa!

Passa parola eh? Ti aspetto!

L'Autore


Patrizia Soffiati

SEO E COPY SPECIALIST, WEB MARKETING Reminescenze ispaniche e avveniristici approcci Yoga. "Il bello è vedere le cose in maniera diversa” Segui @Pitizeta su Twitter

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